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Il Made in Italy si racconta all’evento Icat ComMeet

È il brand dei brand, un fenomeno che raggiunge i paesi più lontani, che muove fatturati in costante crescita e che è ambasciatore dei valori italiani e della nostra way of life

È il Made in Italy e ad esso è stato dedicato l’evento dello scorso 15 novembre che ha chiuso il primo anno di eventi firmati Icat ComMeet, la divisione dell’agenzia Gruppo icat dedicata alla cultura del marketing e della comunicazione. Sul palco si sono confrontati tre esperti di questo settore: Eusebio Gualino, Amministratore Delegato di Gessi S.p.A., Augusto Cremonini, AD di Inalca S.p.A. e Inalca Food&Beverage e Alberto Stracuzzi di BlogMeter che ha presentato una ricerca su come si parla di Made in Italy sui social e sulla rete. Ne è scaturito un ritratto molto sfaccettato perché l’incontro ha toccato tutti i temi chiave: da una parte lo stile e il design italiani, rappresentati da un’icona dell’arredamento come Gessi, dall’altro il grande fenomeno del cibo italiano che continua da molti anni a sedurre i palati delle persone delle più svariate latitudini.

«Oggi il Made in Italy – sottolinea Albino Ponchio, Direttore di Icat ComMeet – rappresenta un valore e una garanzia per le aziende italiane che si affacciano ai mercati esteri. La nostra storia, il nostro inconfondibile tratto con il quale creiamo prodotti e i nostri valori sono sempre più riconosciuti e apprezzati, ma serve sempre di più, come è emerso dagli interventi dei relatori, riuscire a fare sistema ed essere costantemente in ascolto degli input che arrivano dal web e dai social network. Oggi, infatti, la disintermediazione portata dai social ha modificato profondamente il modo di comunicare e di approcciarsi verso i consumatori».

Il contesto come elemento chiave per il successo del Made in Italy

Eusebio Gualino guida una delle eccellenze italiane nel mondo del design. Gessi, infatti, è un’icona di stile per quanto riguarda la rubinetteria di design, una realtà nata 25 anni fa e che è diventata un riferimento per il mercato. Ma quale è stata la chiave del successo in un settore molto competitivo come quello dell’arredamento? Il racconto di Gualino è un excursus che parte da lontano, ma che può essere riassunto in una parola: contesto. Allargando o restringendo questo concetto, infatti, si comprende bene quali sono gli elementi che possono valorizzare le eccellenze. E parlando di Italia, il Bel Paese appunto, i fattori chiave che hanno creato il successo di molte aziende sono subito chiari: siamo uno dei luoghi più ricchi per arte, architettura, artigianato, arredamento, siamo un’eccellenza in ambito di agricoltura, nell’alimentazione e nell’abbigliamento. Se da questa prospettiva più ampia stringiamo l’obiettivo su una realtà più piccola, come quella aziendale, il risultato non cambia. «Oggi Gessi – afferma Gualino – è un’azienda dove prima di produrre si vive. Perché l’azienda è il luogo dove passiamo molto tempo ed è quindi importante che sia un ambiente in grado di trasmettere energia positiva: il valore del prodotto è conseguenza di come le persone stanno e solo i prodotti che hanno un’anima sono quelli che fanno innamorare le persone». In questo orizzonte valoriale si inserisce la mission dell’azienda che è quella di migliorare la qualità di vita di donne e uomini, diventato una private wellness company. In questo è essenziale il ruolo delle persone all’interno di un’azienda, ma soprattutto il loro atteggiamento mentale, la loro consapevolezza dell’importanza di quello che fanno all’interno di una visione d’insieme. Qui entra di nuovo in gioco il tema del contesto: «è il contesto – conclude Gualino – ciò che trasforma le persone normali in persone straordinarie. Ma il contesto è qualcosa che si costruisce insieme, dove tutti gli elementi del gruppo sono fondamentali».

Fare sistema per il food italiano all’estero: il progetto Inalca Food&Beverage

Il settore agroalimentare italiano è un asset fondamentale dell’economia italiana. In dieci anni, dal 2007 al 2017, il fatturato è passato da 113 a 135 miliardi; cibo e bevande costituiscono circa l’8% del prodotto interno lordo e per quanto riguarda l’occupazione è secondo solo dopo i metalmeccanici. In tema di esportazioni, in dieci anni, la quota complessiva su tutto l’export nazionale è passato dal 20 al 30% con un trend di crescita che si aggira sul 6% annuo nei prossimi anni. I prodotti della nostra terra e della nostra cucina sono amati soprattutto in Europa, in primis dalla Germania. Fuori dai confini europei, gli USA rimangono il mercato più florido. L’Italia quindi è un’eccellenza come lo testimonia il fatto che ha il maggior numero di tipicità di prodotto sul territorio e una forte varietà nell’offerta. Ci sono elementi di debolezza, come la grande polverizzazione delle aziende, un apparato burocratico poco agile e infrastrutture costose. Ma allo stesso tempo le opportunità sono ottime: la dieta mediterranea intercetta alla perfezione il trend salutistico che si sta affermando, inoltre la cucina italiana è abbordabile offrendo un bilanciamento fra qualità e costo molto competitivo. Le minacce più forti? Il fake italian e l’italian sounding che in tutto il mondo rischiano di sovrastare il vero Made in Italy, erodendo quindi quote di mercato e di fatturato. Ma come? Una risposta viene da Inalca Food&Beverage, un progetto iniziato tre anni fa con l’intento di creare una piattaforma strutturata che sia di supporto alle aziende italiane del settore agroalimentare che si affacciano sui mercati esteri. Il tutto attraverso un sistema integrato che oggi è presente in 9 nazioni, con 25 piattaforme distributive, oltre 3500 fornitori e un portfolio di 12,000 referenze. «Mentre in Francia – osserva Cremonini – sono molto forti nelle grandi catene retail, la nostra punta di diamante è la ristorazione. Quindi si tratta di far leva su questa expertise e farne un modello per esportare i nostri prodotti all’estero. Il know how, l’esperienza e la brand reputation del Gruppo Cremonini hanno permesso di creare un sistema efficace e sostenibile dove noi entriamo in maggioranza sui piccoli importatori e li portiamo a esprimere al massimo il loro potenziale. Al di là degli ottimi risultati, è appagante vedere migliaia di imprese che remano compatte nella stessa direzione».

Made in Italy: che si dice in rete?

Cosa dicono le persone in rete in merito la Made in Italy? Che cosa emerge dalle conversazioni sui social, dai commenti e dalle condivisioni di post, foto e video? BlogeMeter ha dato una risposta e l’ha presentata al pubblico di Padova presente all’incontro Icat ComMeet del 15 novembre. A presentare i risultati della ricerca è stato Alberto Stracuzzi, Customer Intelligence Director di BlogMeter. Il contesto di analisi è molto complesso: il consumatore di oggi è complicato, un tempo i touchpoint erano limitati, oggi invece si sono moltiplicati e sono ormai molteplici gli stimoli che ogni giorno catturano le persone. Prendiamo solo Instagram: oltre 3 milioni di conversazioni e 97 milioni di interazioni, cioè quasi 97 milioni di condivisioni, like, commenti. Sui social vincono i settori legati allo stile: si parla infatti di abbigliamento (52%), design (20%), pelle, gioielli, architettura. Il food è in fondo alla lista: solo il 2% delle conversazioni riguardano questo argomento. Ma sorprende che, se intervistate, il 63% delle persone collega il Made in Italy al cibo. Perché questa discrepanza? «Principalmente – sottolinea Stracuzzi – perché sui social ci sono anche le aziende e questo influenza le conversazioni che ci sono». Se poi pensiamo al Made in Italy proprio come fosse un brand, quali sono i valori di marca che gli riconosciamo? Nella maggioranza dei casi lo stile e l’eleganza (62%), poi la qualità (34%), la tradizione (33%) e infine la bellezza (25%). Ci sono però anche concetti dove il sistema Italia è percepito come più debole: non siamo riconosciuti come un brand tecnologico e nemmeno come un brand vicino e prossimo. Su questi punti scoperti quindi si può giocare il futuro del Made in Italy e le aziende che ne fanno parte.

Fonte
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Rassegna stampa: Pag. 40-41

LA NOSTRA PROMESSA: IL MERCATO SI INNAMORERà DI TE