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Evento Icat ComMeet: Corporate Social Responsibility, un’opportunità per le imprese

In pochi anni, la responsabilità sociale e ambientale si è trasformata da “nice to have” a elemento portante nella costruzione del brand, sulla spinta dell’evoluzione della domanda da parte dei consumatori. È tempo quindi che tale aspetto della equity assuma il ruolo che gli compete agli occhi degli stakeholder.

Il tema della sostenibilità sociale e ambientale è uno dei più importanti degli ultimi anni. Nell’ultimo incontro di Icat ComMeet, tenutosi lo scorso 6 aprile, quattro relatori d’eccellenza, Federico Caniato e Antonella Moretto, del Politecnico di Milano, Laura Macchion, dell’Università di Padova e Tommaso de Luca, del Gruppo Lucart-Tenderly, hanno esposto al pubblico presente in sala le loro ricerche, i loro risultati e le case history più significative. «Oggi la sostenibilità – ha commentato Albino Ponchio, Direttore di Icat ComMeet, aprendo l’incontro – è diventata un valore aggiunto per le imprese e un driver importante di crescita. A breve, tuttavia, diventerà una necessità, un elemento imprescindibile per lo sviluppo di piani industriali, di strategie di business e di comunicazione. Per questo è importante capire nel dettaglio come si applica, in quali ambiti, con quali strumenti».

La sostenibilità del comparto moda

Durante il ComMeet del 6 aprile è stata presentata una ricerca, sviluppata dall’Osservatorio Sistema Moda, che ha fatto il punto su come le aziende del comparto stanno agendo e comunicando il loro impegno verso il tema della sostenibilità. Come ha sottolineato il Prof. Federico Caniato, le politiche e le pratiche i CSR erano, fino a qualche anno fa, un argomento riservato a pochi o che diventava centrale solo dopo scandali o incidenti. È possibile oggi per le aziende permettersi un atteggiamento di tipo emergenziale? La risposta emersa è decisamente negativa, perché la mutata sensibilità dell’opinione pubblica obbliga brand e industrie a mettere in atto azioni concrete e a strutturare il proprio modello di business, facendo della sostenibilità un asse centrale. Ma come comunicano le grandi firme della moda la loro filosofia in ambito di CSR? L’analisi di Laura Macchion ha passato in rassegna grandi gruppi (Kering, Lvmh, Benetton, Nike, H&M) concentrandosi su ciò che traspare dalla loro comunicazione on line. Ne emerge un ritratto, dove spiccano le iniziative positive soprattutto a livello di impegno nel risparmio energetico degli stabilimenti, l’introduzione di materiali innovativi ed ecosostenibili per la produzione di determinate collezioni, le attività filantropiche e, in maniera molto minore, la sensibilizzazione della filiera produttiva. Nella parte finale della presentazione, Antonella Moretto ha delineato una possibile road map per portare la sostenibilità oltre il livello corporate, ma coinvolgendo tutta la supply chain. L’analisi ha messo in luce i vari step che possono portare a implementare politiche attive di sostenibilità ambientale e sociale lungo tutta la filiera produttiva. Analizzando diverse tipologie di supply chain ne emerge un ritratto molto sfaccettato, dove brand owner e fornitori di primo e secondo livello interagiscono in modo molto articolato per attuare politiche sostenibili. È emerso, infatti, che nella filiera i fornitori di primo livello si fidano e seguono il brand owner nelle pratiche di sostenibilità, ma può accadere che con i partner di secondo livello – aziende quindi spesso più strutturate – nascano criticità e approcci diversi alla sostenibilità. Resta aperta la sfida sui prodotti, quanto la sostenibilità può arrivare a determinare il design di prodotto, cioè andare al vero cuore del mondo moda?

Gruppo Lucart-Tenderly

Nella seconda parte dell’incontro, è stata presentata la case history di gruppo Lucart-Tenderly, azienda che dal 1953 è un market leader nell’industria cartaria con brand come Tenderly, Grazie Natural, Tutto, Smile, Fato, Velo. Tommaso De Luca ha raccontato i tanti progetti che vedono impegnata l’azienda in ambito di sostenibilità ambientale e sociale. Il punto chiave emerso è come questi argomenti siano stati vissuti e comunicati soprattutto al livello corporate, per fare crescere la reputazione sull’azienda madre più che sui singoli brand. Punto di partenza è stato il Rapporto di Sostenibilità 2015 che ha fatto emergere un complesso lavoro di analisi interna ed esterna creando una “mappa di materialità” che fotografa al meglio ciò che il gruppo industriale fa e può fare per la propria CSR. L’incrocio fra obiettivi rilevanti per Lucart e per gli stakeholder coinvolti ha portato a creare una matrice che evidenzia i temi più significativi per implementare politiche attive di sostenibilità. La comunicazione verso l’esterno ha coinvolto principalmente un’attività di media relations e ufficio stampa che hanno sostenuto il posizionamento dell’azienda madre. Ma come si concretizza per Lucart il tema della sostenibilità? In primis lo sviluppo di progetti dedicati ai materiali: da qui nasce Fiberpack®, che ha l’obiettivo di recuperare tutto ciò che compone i cartoni per bevande, creando una gamma di prodotti innovativi nella filosofia produttiva, ecologica al 100% ed eccellente nelle prestazioni. Dal recupero dei cartoni per bevande nasce anche un secondo progetto – Al.Pe® – che utilizza le componenti in polietilene e alluminio per produrre un materiale utilizzabile per pallet e sistemi di dispensazione della carta. L’output di questi processi è stato una linea di prodotti – sia consumer che professionali – creati con “carta che non tagli gli alberi”, perché, appunto, nati dal recupero delle fibre di cellulosa dei contenitori delle bevande. La creazione anche di Al.Pe ha permesso di realizzare con questo materiale la prima piattaforma riciclata per consentire alle persone con disabilità l’accesso alle gondole. Ed è questo un esempio che lega aspetto ambientale e sociale, mostrando le due componenti della sostenibilità e facendo emergere come, per Lucart, un vivo in sinergia con l’altro.

Prossimo incontro: il consumatore 3.0

Il nuovo Consumatore 3.0: chi è? Quali sono le sue esigenze? Come arrivare al suo cuore? In un mondo dove il consumatore è informato, autonomo ed evoluto, quali sono le tecniche di comunicazione e marketing più efficaci? Icat ComMeet vi aspetta il prossimo 25 maggio a Padova per discuterne insieme.

Fonte
adviser
Rassegna stampa: Pag. 164-165

LA NOSTRA PROMESSA: IL MERCATO SI INNAMORERà DI TE