“Innovare oggi è mettere al centro il cliente, saperlo ascoltare in modo attento per far emergere esigenze profonde”, afferma Claudio Capovilla, Presidente di Gruppo icat. “In questa fase è importante prendersi cura di ogni sfumatura, di ogni dettaglio, perché ognuno di essi può essere un elemento chiave per costruire un’identità di marca solida, concreta e con un posizionamento strategico efficace. Tutto questo va poi portato al consumatore o all’utilizzatore di un prodotto o di un servizio. E quanto più sarà stato efficace l’ascolto iniziale, tanto più la marca sarà in grado di sintonizzarsi sulle esigenze dell’end user e rispondere alle sue richieste, facendogli vivere esperienze emozionali nuove, inedite e appaganti”. Anche la capacità di osservare e fare esperienza dell’ambiente in cui si è calati porta alla nascita delle idee, all’effervescenza creativa. “La cultura e la conoscenza sono un humus fondamentale per far sorgere l’innovazione, che cresce in un terreno culturale attento alla ricerca e pronto a captare nuove tendenze. Per questo è necessaria una forte sinergia fra tutti gli attori: aziende, istituzioni e anche università che, come luogo di formazione e studio, sempre di più stanno dialogando con il mondo delle imprese, delle professioni e della comunicazione. Dalla loro collaborazione possono nascere idee veramente innovative, perché ognuna di esse porta un punto di vista specifico. Ma sono convinto che per innovare sia necessario l’esercizio quotidiano di un pensiero che vada oltre le consuetudini e le abitudini. Spesso le innovazioni che oggi sperimentiamo sono state la fantasia di un visionario. Ecco, questo elemento di creatività deve essere il driver per l’innovazione”. In questo contesto, anche le aziende svolgono un ruolo importante in termini di approccio nei confronti del nuovo. “In particolare, le aziende italiane sono state e continuano a essere un esempio virtuoso di realtà capace di cogliere il valore aggiunto dell’innovazione. Ma solo della vera innovazione: quella che nasce dove c’è ricerca, cultura ed eccellenza professionale. In Italia gli esempi di successo sono molti: penso ai grandi marchi pionieri nel campo della tecnologia o nel mondo del design, della moda, dell’industria. Tutti hanno saputo innovare nel loro settore e hanno creato uno dei brand più apprezzati nel mondo: il Made in Italy. L’Italia è quindi un Paese ricco di innovazione e di creatività, forse manca la capacità di fare sistema, di rendere queste qualità un propulsore costante dell’economia. E per questo, come detto, è essenziale la sinergia fra aziende, agenzie di comunicazione, università e istituzioni”. Certo ci sono dei contesti in cui l’innovazione può trovare più facilmente un terreno fertile per germogliare. Tra questi probabilmente il retail è uno dei settori più pronti a ospitare e a stimolare l’innovazione. “I luoghi di acquisto sono lo scenario dove si incontrano in modo forte le emozioni e dove si misura l’efficacia dell’identità di marca. In questo ambito si intersecano architettura, creatività, digitale e molti altri aspetti della comunicazione e del marketing per creare esperienze uniche, dove il cliente è veramente al centro e può sperimentare il valore di un brand. Per le aziende, infine, è nel negozio, reale e virtuale, che si esprime e si avvera la più grande call to action che una marca può richiedere: l’acquisto”.

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Rassegna stampa: Pag. 228-229

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