In occasione della mostra “L’Egitto di Belzoni”, prende forma la sinergia tra Assessorato alla Cultura, APPE di Padova (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi), e Gruppo Icat.

La grande mostra “L’Egitto di Belzoni” che finalmente omaggia il grande esploratore padovano sta coinvolgendo come non mai la nostra città ed oggi vi parlo di “A cena con Belzoni“, iniziativa che inserisco ovviamente nella categoria degli eventi gastronomici a Padova.

A pochi mesi dall’inizio dell’esposizione che sarà visitabile fino al 28 giugno 2020 si sono fatte notare molte iniziative di varie realtà cittadine che hanno voluto, a loro modo, partecipare a questo evento.

Finalmente la città dimostra di voler recuperare l’immagine di grande forza di questo nostro concittadino, noto in tutto il mondo ma scarsamente conosciuto nella nostra città, il che rafforza il detto “Nemo propheta in patria est”. Nel mio piccolo, anch’io sono stato un sostenitore di Giovanni Battista Belzoni visto che il mio post dedicato a questo personaggio illustre è stato pubblicato diversi anni fa.

A cena con Belzoni. Biglietti ridotti per la mostra e menù dall’antico Egitto

Matteo Toniolo, Vice Presidente Appe, Andrea Colasio Assessore alla Cultura e Claudio Capovilla, Presidente di Gruppo Icat

La mostra “L’Egitto di Belzoni”, organizzata dall’Agenzia di Comunicazione e Marketing “Gruppo Icat” è partita forte e sono moltissime le persone da fuori città che giungono a Padova per visitarla ed è noto come gli eventi culturali di livello possano generare un indotto e fare da volano all’economia locale. Il turista culturale è un turista che sa apprezzare le proposte di qualità e che è disponibile a pagare per queste sicché la maggioranza dei visitatori della mostra sono anche clienti dei ristoranti del nostro territorio. D’altra parte anche il cibo è cultura. Ecco quindi l’idea di proporre “Cena con Belzoni“. Il titolo dell’iniziativa, che nessuno ha, ancora, riprodotto su depliant e volantini, lo sto usando io, dopo aver liberamente rubato l’idea all’Assessore alla Cultura Andrea Colasio che l’ha proposto in sede di conferenza stampa come “battuta” ma che mi sembra un’ottima idea.

Da qui l’idea di APPE Padova, quindi, che dimostra attenzione e sensibilità nel voler contribuire alla crescita di Padova come destinazione di turismo culturale e di grandi mostre. Come? Lo fa essenzialmente in due modi.

La prima offrendo una significativa riduzione per due persone (12€ a testa anziché 16€) per visitare la mostra dopo aver cenato o pranzato in uno dei ristoranti aderenti all’iniziativa. Questo ha anche l’obiettivo di promuovere la visita della mostra in orario serale (ogni venerdì e sabato la mostra è visitabile fino alle ore 24:00), un modo per vivere l’esperienza immersiva dell’esposizione in modo più intimo, sereno, in una fascia oraria in cui ci sono meno visitatori. Dopo aver cenato in questi ristoranti: AI Navigli, 19.94, Al fungo, Al vecchio falconiere, Antico Brolo, Bacaro padovano, Eremitani, Ginger Gilly, Gourmetteria, Graziati, Ham Holy Burger, Isola di Caprera, La Gineria, La Vigna, Nerodiseppia, Pedrocchi, Radici, Terrazza Carducci, Tola Rasa, Vecchia Padova, Zafferano, Zairo.

La seconda attraverso la creazione di piatti egiziani proposti dai ristoranti della città e della provincia. Ecco qui la lista: Al Pirio, Enoteca di San Daniele, Ginger Gilly, Il Console, La famiglia, Nerodiseppia, Pedrocchi, Terrazza Carducci.

Non si tratta di un vero e proprio menu egiziano dall’antipasto al dolce e, in questo caso, i ristoratori sono stati lasciati liberi di sperimentare e di scegliere quale piatto proporre, chi un piatto unico, chi un secondo, altri hanno proposto un dolce etc etc.

Il minimo comune denominatore, ha detto Matteo Toniolo, il vicepresidente di APPE, è stato lo studio. Seguiti da Francesca Veronese, curatrice della mostra e conservatrice del Museo Archeologico di Padova inserito nei Musei Civici “Agli Eremitani”, i ristoratori hanno potuto apprendere quali fossero nell’antichità i piatti plausibili nell’antico Egitto in modo da potersi sbizzarrire con la cacciagione del lungo Nilo ed i cereali coltivati.

Come mangiavano gli antichi egizi?

Nei ristoranti sopra menzionati potremo degustare i piatti con i quali si cibavano gli antichi egizi: lepri, conigli, quaglie, anatre, oche, vari tipi di pesce e ancora legumi, datteri e varie cereali quali grano, farro, frumento e orzo, senza dimenticare i fiori di ibisco con i quali si fa la bevanda del Karkadè. Si faceva inoltre grande uso di spezie con bacche di ginepro, semi di cumino e sesamo e si beveva birra!

Non solo, lo studio ha permesso di venire a conoscere anche i piatti preferiti del Belzoni in Egitto mentre al suo ritorno a casa non vedeva l’ora di mangiare “poenta e osei” (polenta e uccelli)!

Che dire? Io sono rimasto entusiasta di questa sinergia e mi auguro che questa bella idea, “da leccarsi i baffi”, possa rappresentare un buona pratica da replicare nel futuro in occasione di altre mostre ed eventi culturali. Bon appetit e tutti a cena con Belzoni!

FONTE: www.blogdipadova.it

LINK : https://www.blogdipadova.it/a-cena-con-belzoni/

RASSEGNA STAMPA: Pag. 25-27

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