Gruppo icat lancia ICAT Academy: un contenitore di eventi, progetti e attività per fare cultura, ricerca e innovazione nella comunicazione

L’agenzia di comunicazione Gruppo icat lancia mercoledì 15 maggio, in occasione del primo evento 2019 di ComMeet, un ambizioso progetto strategico: ICAT Academy, infatti, è il nome dato a un contenitore di attività che vanno dalla formazione alla ricerca, passando per gli eventi e la proposta di nuovi servizi e strumenti.

«ICAT Academy – sottolinea Albino Ponchio, Direttore di ICAT Academy – è un progetto che si inserisce a pieno nella mission dell’agenzia e nel suo DNA. Il grande successo dei primi due cicli di incontri dedicati alla cultura della comunicazione, ComMeet, ci ha spinto nella direzione di rafforzare una proposta culturale di alto livello. L’obiettivo è di sviluppare nuove metodologie e strumenti, servizi innovativi e all’avanguardia attraverso momenti di incontro, collaborazioni con professionisti ed atenei. Questi valori troveranno espressione in quattro grandi progetti che sono l’architettura dell’Academy e, ciascuno in modo diverso ma complementare, costituiscono una piattaforma per sviluppare conoscenze, potenziare le expertise e indagare le opportunità presenti e future del marketing e della comunicazione».

ComMeet, Digital Days, Future Trends e Osservatorio: i primi quattro progetti di ICAT Academy

La proposta culturale dell’Academy si struttura per il 2019 attorno a quattro iniziative. ComMeet è la serie di eventi gratuiti dedicata a imprenditori, manager e professionisti che affronta i topic più attuali della comunicazione e del marketing con l’aiuto di esperti del settore. I Digital Days sono eventi verticali – gratuiti – sul mondo digital e web marketing: gli appuntamenti, che si tengono nella training room di Gruppo icat, affrontano le dinamiche, i metodi e gli strumenti per muovere tutte le leve offerte dal mondo on line. Future Trends, invece, è un think tank interno all’agenzia votato a collaborare con docenti ed esperti per cogliere le macro-tendenze in atto e anticipare quelle future con l’obiettivo di strutturare servizi innovativi per far crescere il business delle aziende. L’Osservatorio, infine, è un percorso di ricerca che ogni anno approfondirà un tema specifico (nel 2019 sarà Retail Innovation), attraverso l’analisi e lo studio multidisciplinare su un fenomeno del marketing e del business nell’ottica di conoscerne in modo approfondito le opportunità, le criticità e le dinamiche e, di conseguenza, sviluppare strategie di marketing e di comunicazioni efficaci e proficue.

FONTE: www.unicom.it

LINK: https://unacom.it/gruppo-icat-lancia-icat-academy-un-contenitore-di-eventi-progetti-e-attivita-per-fare-cultura-ricerca-e-innovazione-nella-comunicazione/

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Gruppo icat vince l’Agorà d’argento con il packaging dei centrifugati YOGA

Gruppo icat primeggia alla XXXII edizione del premio Agorà che si è tenuto a Cefalù lo scorso 29 giugno. L’agenzia infatti ha ottenuto il massimo riconoscimento nella sezione packaging grazie alla creatività sviluppata per il brand YOGA (Conserve Italia), il marchio italiano di succhi di frutta nato nel 1946 e diventato negli anni un’icona nel mercato tanto da diventare il nome del succo di frutta per antonomasia. Nel 2019 il brand ha lanciato per la prima volta sul mercato una linea di centrifugati che nascono dalla combinazione di frutta e verdura, arricchita da spezie e senza zuccheri aggiunti. Gruppo icat ha studiato un packaging dalla forte identità, pensato per distinguersi nel mercato. La creatività esalta la ricchezza del mix contenuto in ogni centrifugato, attraverso l’abbondanza di elementi e i colori accesi. Il tutto impreziosito dall’oro a caldo e da un’elegante font calligrafica, che contribuiscono a trasmettere un senso di cura e ricercatezza. Il retro dell’etichetta gioca con le immagini dei singoli ingredienti: una sorta di ricetta visiva che dà valore alla genuinità delle bevande.

Claudio Capovilla, President and CEO di Gruppo icat: «Lavorare con un brand che fa parte dell’immaginario collettivo è un onore e allo stesso tempo una sfida. Yoga, infatti, da oltre più di settant’anni è un’icona che ha sempre saputo rinnovarsi e intuire i trend emergenti nel consumatore. Questi centrifugati sono il simbolo della capacità di leggere i nuovi bisogni e sono felice che il packaging sia riuscito a interpretare con un linguaggio creativo vivace e distintivo i valori e il posizionamento di Yoga».

FONTE: www.mediakey.tv

LINK: https://www.mediakey.tv/leggi-news/gruppo-icat-vince-lagora-dargento-con-il-packaging-dei-centrifugati-yoga

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Gruppo icat promuove la mostra “L’Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle piramidi”

L’agenzia di comunicazione Gruppo icat organizza e promuove la mostra “L’Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle piramidi”, che si terrà presso il Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova, dal 25 ottobre 2019 fino al 28 giugno 2020. Un personaggio fuori dagli schemi che ha avuto il merito di far conoscere l’Egitto in Italia e in tutta Europa. Il padovano Giovanni Battista Belzoni (1778-1823) è stato esploratore, attore, ingegnere esperto di idraulica: è difficile racchiudere in una definizione una personalità esuberante che in pochi conoscono ma che ha contribuito in modo significativo a “importare” nel Vecchio Continente le meraviglie della terra dei Faraoni. La sua città natale celebra con una grande mostra archeologica i 200 anni dal suo ritorno dall’Egitto e lo fa con un’esposizione di reperti originali, disegni e racconti che narrano l’epopea di questo personaggio sui generis. Il materiale proviene da prestigiosi musei italiani ed europei, con alcuni pezzi e documenti esposti per la prima volta.

L’evento è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, dal Consorzio Città d’Arte del Veneto, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e organizzata dall’agenzia di comunicazione Gruppo icat

FONTE: www.unicomitalia.org

LINK: https://unacom.it/gruppo-icat-promuove-la-mostra-legitto-di-belzoni-un-gigante-nella-terra-delle-piramidi/

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Assindustria Venetocentro, 31 imprese padovane si raccontano a 1.000 giovani. Targhetta, «raccontiamo la nuova 'fabbrica' moderna per renderli protagonisti del futuro», gli incontri proseguiranno per tutta la settimana fino al primo marzo

Non solo una giornata, ma un’intera settimana per costruire un solido ponte tra scuola e imprese, tra giovani e futuro. Per Assindustria Venetocentro il PMI DAY, la Giornata Nazionale delle Pmi organizzata da Piccola Industria Confindustria e alla nona edizione, diventa quest’anno PMI WEEK, un’intera settimana, da lunedì 25 febbraio a venerdì 1 marzo, densa di appuntamenti in azienda rivolti alle classi 3^, 4^ e 5^ delle scuole superiori delle province di Padova e Treviso, per raccontare l’impresa e il suo ruolo sociale, far conoscere la passione e le competenze del mondo produttivo, la capacità di fare innovazione e di valorizzare i giovani, come nasce un prodotto o un servizio, come un’idea si trasforma in progetto e la passione in risultato.

Settecento studenti

L’iniziativa, promossa da Piccola Industria di Assindustria Venetocentro e coordinata dall’Area Education dell’Associazione, ha raccolto l’adesione di 20 aziende del territorio che apriranno le porte per visite didattiche a oltre 700 studenti ed insegnanti di 10 istituti tecnici industriali, commerciali e professionali padovani. Numeri che aggiunti a quelli dell’anteprima del novembre scorso in occasione del PMI DAY nazionale, fanno un totale di 1.000 giovani di 12 istituti superiori e medi e dei corsi di laurea in chimica, chimica industriale dell’Università di Padova, coinvolti in visite, laboratori, incontri in 31 Piccole e Medie aziende padovane per raccontare le imprese, il loro ruolo produttivo e sociale.

Passione e dedizione

«Fare impresa richiede passione, impegno, dedizione, responsabilità e competenze – dichiara Ruggero Targhetta, Delegato alla Piccola Industria di Assindustria Venetocentro insieme a Claudio De Nadai e referente per Padova -. Da 9 anni apriamo le porte delle aziende agli studenti, agli insegnanti e alle comunità locali per raccontare la storia delle nostre imprese, la loro identità e come stanno cambiando dentro la rivoluzione digitale. Lo facciamo per trasmettere questa passione e cultura d’impresa ai giovani, i veri protagonisti delle imprese del futuro. E per ridurre il mismatch tra formazione e nuove competenze, per cui il 33% delle professionalità tecniche risulta introvabile. L’alta adesione di imprese e istituti scolastici, che ha coinvolto negli anni a Padova e Treviso più di 8mila ragazzi e insegnanti, è il miglior segnale che vi è esigenza di una forte relazione. Con PMI WEEK alziamo l’asticella: cinque giorni di dialogo scuola-impresa per raccontare l’impegno quotidiano a favore della crescita nei luoghi dove si crea valore per tutta la collettività, che come imprenditori sentiamo il dovere di trasmettere alle giovani generazioni, nonostante barriere che si stanno rafforzando, basti pensare al dimezzamento di ore obbligatorie e di finanziamenti per l’alternanza».

Le imprese

PMI WEEK 2019. Sono 31 le Piccole e Medie Imprese padovane che apriranno le porte agli studenti: ASP Tecnologie di Cittadella, Berkem di Rubano, Cartotecnica Postumia di Carmignano di Brenta, De Angeli Prodotti di Bagnoli di Sopra, Fila di San Martino di Lupari, FPT Industrie di Santa Maria di Sala (Ve), Infocamere (Padova), Interporto di Padova, Gatto Display di Veggiano, Gruppo ICAT di Padova, IBM Italia (Padova), MA.TI.KA. di Camposampiero, Merial Italia di Noventa Padovana, MG Mini Gears di Padova, Meccanica Veneta di Rubano, Nar di Legnaro, Ocem di Este, O.R.V. Manufacturing di Carmignano di Brenta, Plastotecnica di Bagnoli di Sopra, P3 di Villafranca Padovana, Prefabbricati Zanon di Cittadella, SAC Serigrafia di Riese Pio X (Tv), Saet di Selvazzano Dentro, Sariv di Fontaniva, Selco di Tombolo, Sirmax di Cittadella, Smilesys di Piazzola sul Brenta, Sol di Padova,  Tessari Energia di Padova, Unox di Cadoneghe, Veneta Mineraria di Este.

Dodici gli istituti superiori e medi padovani che hanno aderito alla PMI WEEK di Assindustria Venetocentro: gli Istituti tecnici industriali Euganeo di Este, Marconi di Padova, Mattei di Conselve, Meucci di Cittadella, gli Istituti tecnici commerciali Calvi e Einaudi-Gramsci di Padova, IIS De Nicola di Piove di Sacco, Girardi di Cittadella, l’Istituto professionale Ipsia Bernardi di Padova, il Centro di formazione professionale Camerini Rossi di Padova, gli Istituti secondari di primo grado Marco Polo di San Giorgio delle Pertiche e J.F. Kennedy di Santa Giustina in Colle e il Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Padova.

FONTE: www.padovaoggi.it

LINK: http://www.padovaoggi.it/economia/assindustria-venetocentro-giovani-padova-26-febbraio-2019.html

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Gruppo icat, Edwin Herrera nuovo Art Director per Milano

Gruppo icat, a cui fanno capo i brand 19.95, Bamakò e Yes Retail, annuncia l’ingresso nel reparto creativo di Edwin Herrera come Art Director della sede di Milano.

Herrera ha iniziato il suo percorso professionale in Armando Testa per poi proseguire la sua carriera in 1861United e Grey United confluite poi in Grey (Gruppo WPP). Ha lavorato per importanti aziende italiane e multinazionali, vincendo pitch creativi a livello internazionale su brand come Amaro Ramazzotti, Parmigiano Reggiano, Iqos – Philip Morris, Polaroid Eyewear, Homedics, Ikea, Sector, Amplifon.

“Gruppo icat è una realtà in forte espansione negli ultimi anni – sottolinea Edwin Herrera – e sono entusiasta di iniziare questo nuovo capitolo professionale e di dare il mio apporto creativo”.

Elena Borella, Direttore Creativo dell’agenzia dichiara: “Gruppo icat sempre di più si delinea come partner strategico in grado di accompagnare il percorso di sviluppo dei propri clienti. Edwin è un professionista eccellente che sono felice di avere nella mia squadra e che sono sicura contribuirà in modo importante all’innovazione e alla crescita della proposta di valore dell’agenzia”.

FONTE: www.engage.it

LINK: https://www.engage.it/agenzie/edwin-herrera-art-director-gruppo-icat/185022

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Nuovo ciclo di incontri ComMeet: 15 maggio a Padova focus su “la comunicazione interna e agli stakeholder”

Il 15 maggio prossimo riprendono gli appuntamenti di ComMeet, il format creato dall’agenzia di comunicazione e marketing Gruppo icat, per fare cultura della comunicazione rivolgendosi a imprenditori, manager e professionisti del settore. Il progetto, giunto alla terza stagione, ha affrontato i temi e i trend più rilevanti e attuali attraverso l’intervento di marketing manager, esperti di comunicazione e docenti universitari.

Il focus del 15 maggio sarà su un aspetto strategico per tutte le aziende, dai grandi gruppi fino alle pmi: la comunicazione interna e agli stakeholder. «Se comunicare verso l’esterno è imprescindibile – sottolinea Albino Ponchio, Direttore di ComMeet – ed è una leva per costruire un brand e rafforzarne la notorietà, è fondamentale oggi che le aziende sappiano anche guardarsi al loro interno e favorire la condivisione e il senso di appartenenza dei collaboratori e degli stakeholder. Nel contesto attuale, fatto di social e omnicanalità, il successo di un’azienda è legato indissolubilmente alla capacità di creare contesti di fiducia fra le persone e l’azienda».

A confrontarsi sul tema saranno tre esperti provenienti da contesti e ambiti diversi nell’ottica, propria di Icat ComMeet, di arricchire l’evento con un approccio multidisciplinare. Il 15 maggio interverranno Alessandra Veronese, Responsabile Comunicazione Fondazione Cariparo, Mental Coach e Trainer, Michele Pan, HR Manager di Lago S.p.a. e Marta Federica Maniero, Marketing Communication Manager Marzotto Group.

FONTE: www.mediakey.it

LINK: https://www.mediakey.tv/leggi-news/nuovo-ciclo-di-incontri-commeet-15-maggio-a-padova-focus-su-la-comunicazione-interna-e-agli-stakeholder

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La comunicazione “che non fa parlare di sé”: tre grandi professionisti hanno parlato di comunicazione interna all’evento ComMeet del 15 maggio organizzato da Gruppo icat.

Più di 150 persone hanno partecipato all’iniziativa firmata dalla nuova divisione dell’agenzia padovana, dedicata alla promozione della cultura della comunicazione. Durante la manifestazione sono saliti sul palco Alessandra Veronose, responsabile Comunicazione Fondazione Cariparo, Michele Pan, HR Manager di LAGO, Marta Federica Maniero, Marketing Manager di Marzotto Group.

Più di 150 persone hanno partecipato, il 15 maggio, all’evento ComMeet organizzato da Icat Academy, la nuova divisione dell’agenzia di comunicazione Gruppo icat, dedicata alla promozione della cultura della comunicazione.

“Sono rimasto colpito dall’affluenza e dall’interesse su questo tema – commenta Albino Ponchio, Direttore di Icat Academy – è il segno che le aziende e i professionisti sono sempre più sensibili alla comunicazione all’interno delle loro strutture e con gli stake holder. Comunicare verso l’esterno è imprescindibile, ma credo che attuare una strategia di comunicazione interna possa diventare un driver importante di sviluppo e di crescita. Se c’è un tratto comune a tutti e tre gli interventi degli speaker è questo: chi comunica bene al proprio interno comunica altrettanto bene al di fuori e la sinergia fra questi due aspetti crea valore sia a livello di marca sia a livello economico”.

L’evento ha visto sul palco tre professionisti molto diversi fra loro che hanno affrontato il tema della giornata con punti di vista complementari. Alessandra Veronose, responsabile Comunicazione Fondazione Cariparo, Mental Coach e Trainer, ha evidenziato come la comunicazione interna sia pervasiva e coinvolga gli spazi fisici, le relazioni e le soft skills delle persone all’interno delle organizzazioni. Michele Pan (HR Manager di Lago), invece, ha raccontato come la comunicazione interna e la gestione delle risorse umane possano contribuire a fare innovazione in azienda. Infine, Marta Federica Maniero (Marketing Manager di Marzotto Group) ha approfondito le strategie di comunicazione agli stakeholder che l’azienda ha messo in atto per creare una catena di condivisione del valore con tutti gli interlocutori e i pubblici di riferimento.

FONTE: www.adcgroup.it

LINK: https://www.adcgroup.it/e20-express/portfolio-eventi/pubblico/la-comunicazione-che-non-fa-parlare-di-se-tre-grandi-professionisti-hanno-parlato-di-comunicazione-interna-all-evento-commeet-del-15-maggio.html

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Gruppo icat sceglie Paprika Software

Gruppo icat ha finalizzato il processo di implementazione di Paprika Software, l’ERP da oltre 30 anni verticale nell’ottimizzazione gestionale di agenzie di comunicazione.

Commenta in una nota Elisa Bernasconi, Country Manager di Paprika Software: “Per soddisfare ogni esigenza ci siamo appoggiati alla flessibilità dei processi e dei dashboard grafici. Unitamente alla competenza dei nostri consulenti, la malleabilità dell’ERP ci ha permesso di creare visualizzazioni mirate che garantiscono alla direzione dell’agenzia un immediato controllo sinottico e prospettico circa gli andamenti dei progetti e dell’agenzia. E’ una soddisfazione vedere nuovamente la digitalizzazione apportata da Paprika al centro della salute di un’agenzia di grande pregio e a supporto della qualità del servizio verso il cliente ultimo”.

FONTE: www.youmark.it

LINK: https://youmark.it/ym-interactive/gruppo-icat-sceglie-paprika-software/

RASSEGNA STAMPA: Pag. 207


Bamakò (Gruppo icat) firma per Xacus la campagna digital dell’Active Shirt

Xacus, eccellenza italiana nella camiceria uomo e donna, ha affidato a Bamakò – brand che fa capo a Gruppo icat – la campagna digital di lancio dell’innovativa serie di camicie Active Shirt. Gli obiettivi sono stati principalmente due: aumentare la brand awareness per intercettare un nuovo pubblico maschile, oltre all’attuale cliente Xacus, e favorire il drive to e-commerce. “Get your Active”, questo il nome della campagna, si è svolta su Facebook e Instagram come canali principali, attraverso un main video con protagonista il prodotto enfatizzato con la tecnica del video mapping.

Il mood creativo ha valorizzato le caratteristiche di questa collezione: l’uomo a cui parla Xacus è dinamico, attivo ma conserva in ogni momento della giornata il suo stile. La campagna “get your Active” ha presentato il prodotto attraverso una teaser composta di tre soggetti video che hanno espresso il concept “Activate your Instinct / Soul / Life”, affiancati da GIF, stories e un Canvas su Facebook pensato per convertire in ogni fase della customer journey. Il claim “get your Active”, espresso in modo esortativo per essere anche la call to action, ha trovato nella landing page di campagna il luogo in cui gli utenti hanno potuto conoscere le caratteristiche tecniche del prodotto e richiedere il codice promozionale per aver accesso alla promozione di lancio prevista il 24 giugno dalle h. 12 alle 18 nell’ecommerce, ancora prima della diffusione nei punti vendita.

Ottimi i risultati della campagna sia in termini di awreness del brand sia in termini di lead: la copertura è stata di oltre 1 milione e mezzo di utenti raggiunti e oltre 142 mila interazioni che hanno portato a quasi 1000 lead, in sole due settimane, e all’esaurimento del prodotto in poche ore.

FONTE: www.mediakey.tv

LINK: https://www.mediakey.tv/leggi-news/bamako-gruppo-icat-firma-per-xacus-la-campagna-digital-dellactive-shirt

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Il ritorno del Grande Belzoni

Dopo due secoli Giovanni Battista Belzoni torna a Padova, ed è  ancora un trionfo. Era il dicembre 1819 quando approdò con la moglie Sarah al Portello, nello stesso quartiere dove era nato il 5 novembre 1778 come Giambatta Antonio Bolzon, al numero civico 42 della via che oggi porta il suo nome. Mancava da quasi vent’anni, nei quali era stato successivamente saltimbanco, ingegnere, avventuriero e studioso.

Uomo bellissimo e gigantesco (era alto due metri e dieci), Belzoni per disposizione e mestiere conosceva anche l’arte della seduzione e della diplomazia e si era fatto precedere da un regalo importante: due imponenti statue in diorite della dea leontocefala Sekhmet (oggi ai musei eremitani). Ad accoglierlo trovò una folla in tripudio; del resto i giornali parlavano di lui da mesi: in appena tre anni aveva fatto riscoprire agli europei l’antico Egitto, portando tra le altre cose alla luce i templi di Abu Simbel, scoprendo la tomba di Sethi I e trovando la via d’accesso della seconda delle grandi piramidi, quella di Chefren.

Momenti dell’inaugurazione della mostra Al Centro culturale Altinate San Gaetano. Foto di Franco Tanel

Poi, complice la scomparsa prematura e misteriosa, su Belzoni calò poco a poco il silenzio. Persino al British Museum, dove ancora oggi campeggia il colossale busto di Ramesse II che proprio il padovano riuscì a portare da Tebe, fu a lungo considerato poco più di un abile scavatore e tombarolo. Un torto alla sua memoria che oggi si cerca di riparare nella sua città d’origine con la grande mostra L’Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle piramidi, aperta dal 25 ottobre fino al 28 giugno 2020 presso il Centro culturale Altinate San Gaetano (per informazioni: www.legittodibelzoni.it).  L’iniziativa, curata da Francesca Veronese e da Claudia Gambino) è organizzata dal Consorzio Città d’Arte del Veneto e dall’agenzia di comunicazione Gruppo Icat, ed è promossa dal Comune di Padova con il sostegno della Camera di Commercio e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

“A lungo Belzoni fu considerato poco più di un abile scavatore e tombarolo; la mostra ci restituisce la sua dimensione di esploratore e di studioso”

150 le opere esposte fra scritti, disegni, tavole e reperti provenienti dai più importanti musei europei. Dal British Museum è arrivata ad esempio una sfinge a testa di falco rinvenuta ad Abu Simbel, mentre dal Louvre – direttamente dalla collezione Drovetti, grande amico e poi avversario di Belzoni – sono giunte una preziosa coppa in oro, decorata a sbalzo, e una straordinaria triade con Osiride, faraone e Horus di oltre 3.200 anni fa. Altri oggetti arrivano da Bristol, Bruxelles, Gand, Torino, Firenze, Roma e Cambridge, contribuendo a ricostruire in maniera efficace non solo la vita dello scopritore, ma anche la visione dell’Egitto in voga al suo tempo. In mostra infatti ci sono reperti che raffigurano il grande culto delle divinità nilotiche, come la statuetta di Thot in forma di Ibis o il rilievo della dea Maat, ma anche alcuni frammenti che raccontano il procedimento di mummificazione e la centralità della musica nella cultura egizia. Ci sono infine tavole, disegni originali e una prima edizione del Narrative, il resoconto in inglese scritto da Belzoni con le raffigurazioni delle sue ‘imprese impossibili: graphic novel ante litteram e caso editoriale in tutta Europa.

Particolari degli oggetti in mostra e dell’allestimento

Il percorso espositivo è caratterizzato da più livelli di lettura, che vanno dall’appassionato egittologo ai bambini e ai ragazzi, per i quali sono stati pensanti postazioni multimediali (a cura della DrawLight di Noventa Padovana) e laboratori didattici. Infine, a simboleggiare un’operazione di livello europeo, nel grande atrio del San Gaetano è stata ricostruita una piramide alta 10 metri, in scala 1 a 15 rispetto alla grande piramide di Chefren, violata proprio da Belzoni il 2 marzo 1818. “Non potevamo non fare questa mostra, la prima in Italia dedicata alla figura di questo grande esploratore – ha spiegato durante la presentazione Andrea Colasio, assessore alla cultura del Comune di Padova –.  Cancella un vuoto di conoscenza e ci restituisce la vera dimensione e il valore di un personaggio controverso su cui fino ad oggi c’è stata una sorta di damnatio memoriae, e soprattutto una grave sottovalutazione del ruolo di precursore della moderna egittologia che ha svolto”.

Un uomo straordinario dunque, quasi una figura mitica cui va decisamente stretto il ruolo di predone e di saccheggiatore che qualcuno in passato ha provato a cucirgli addosso. Belzoni infatti non si arricchì mai con le sue scoperte: al console inglese Henry Salt, che avrebbe voluto rimborsargli le spese sostenute per penetrare nella grande piramide, rispose che non trovava giusto “che un altro pagasse le spese d’una impresa in cui nulla parte aveva avuto”. E che anche dopo aver raggiunto la fama non seppe rimanere fermo a sfruttarla, trovando la morte mentre era alla ricerca della mitica Timbuctù, mai prima di allora descritta da un europeo. Era “nato viaggiatore come altri nascono poeti, ingegneri o astronomi”, scrisse un giorno Bernard Depping, suo traduttore in francese. Stavolta però è tornato a casa.

FONTE: www.ilbolive.unipd.it

LINK: https://ilbolive.unipd.it/it/news/ritorno-grande-belzoni

RASSEGNA STAMPA: Pag. 145-146


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